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sabato 26 dicembre 2020

APTERA: il veicolo elettrico che si ricarica da solo

 L'AUTO ELETTRICA A CONSUMI ZERO: APTERA MOTORS

APTERA: L'AUTO ELETTRICA CHE SI RICARICA STANDO AL SOLE

Prenota la tua Aptera

La startup californiana Aptera Motors è finalmente pronta a lanciare Aptera, l'auto elettrica con una un'autonomia fino a 1.600 KM. 
L'aspetto più interessante questo veicolo è  però la tecnologia "Never Charge", che permette di ricaricare la batteria sfruttando l'energia del Sole, grazie ai numerosi pannelli solari che ricoprono la vettura.
L'Aptera è infatti quasi completamente ricoperta da pannelli solari, per un totale di circa 3 metri quadrati, 180 celle e 700 watt complessivi.
Il concetto del "Never Charge" è che se le persone percorrono ogni giorno meno strada di quanto i pannelli solari sono in grado di offrire, non dovranno mai collegare l'auto ad una presa elettrica o ad una colonnina. Questo perchè l'auto per la maggior parte del tempo rimane parcheggiata all'esterno e può quindi ricarsi. 
Alla latitudine italiana, meno soleggiata di quella californiana dove l'auto è stata progetteta, viene stimato che con un consumo medio giornaliero di 35 km, l'Aptera necessita di essere caricata completamente solo 3 volte in un anno. Esatto, in un anno. 

CARATTERISTICHE TECNICHE

L'Aptera è una autovettura a tre ruote, due davanti ed una dietro, la cui linea aerodinamica a forma di goccia è stata studiata nei minimi dettagli per ridurre la resistenza aerodinamica al massimo. 
Inoltre, per limitare il peso, l'autovettura utilizza materiali superleggeri e super resistenti come il composito di carbonio-kevlar-canapa in una costruzione a sandwichsimili a quelli per gli aerei o le auto di formula 1. 
I posti disponibili sono 2, più un bagagliaio comunicante con l'interno.

ALLESTIMENTI

Aptera sarà disponibile con la trazione anteriore o integrale e con pacchi batteria di differenti capacità. Nello specifico, si potrà optare tra un allestimento da 100 kW o da 150 kW. Come tutti i veicoli elettrici l'acelerazione è ottimale: 0-100 in 3,5 secondi. La velocità massima supera i 170 Km/h. Per quanto riguarda gli accumulatori, sono disponibili le seguenti capacità: 25 kWh, 40 kWh, 60 kWh e 100 kWh. Nella versione top di gamma, l'autonomia massima arriva a 1.600 Km. 
Un confronto: la Tesla S P100D, con una batteria analoga, raggiunge poco più di un terzo di quella autonomia record.
Gli interni si caratterizzano per la presenza di un infotainment con ampio schermo da 15 pollici. Gli specchietti laterali sono sostituiti da delle telecamere con due mini display interni. Le auto possono disporre della guida semi-autonoma di Livello 2. Gli interessati possono già ordinare la Aptera lasciando una caparra di 100 dollari. I prezzi vanno da 25.900 dollari a 46.000 dollari. Consegne nel 2021




INTERNI

Gli interni della Aptera sono semplici e minimali. A bordo c’è spazio per due adulti e un bambino, e tutte le funzioni dell’auto sono governabili attraverso un ampio schermo da 15” posizionato al centro della plancia. La lunga coda affusolata offre un portabagagli da 707 litri, superiore a quello di tante berline. Al momento Aptera è un prototipo, ma i costruttori hanno aperto le prenotazioni per un’edizione speciale nelle versioni Paradigm a 25.900 dollari (21 mila euro, 400 km di autonomia) e Paradigm + a 44.900 dollari (37 mila euro, 1600 km di autonomia). Per prenotare la propria Aptera, sono sufficienti solo 100 euro --> Prenota qui la tua Aptera
I primi preordini di 330 veicoli sono andati a ruba in meno di 24 ore! 


mercoledì 11 luglio 2018

Quanti FPS può realmente vedere l'occhio umano?


TUTTE LE DOMANDE DA PORSI QUANDO SI PARLA DI FRAMERATE

L'occhio umano può vedere veramente sopra i 100 FPS?

Quanti FPS servono per essere dei professionisti su CS?

Le prestazioni cambiano se aumentano gli FPS?

I gaming monitor a 144 hz servono veramente?

Prima di rispondere a queste domande è importante partire da un presupposto:
OLTRE I 200 FPS L'OCCHIO UMANO NON VEDE
I test eseguiti su alcuni degli occhi più allenati del mondo, ovvero quelli dei piloti di caccia militari, hanno dimostrato che essi riuscivano a percepire un oggetto solo se compariva con una frequenza di almeno 1 fotogramma ogni circa 230. Questo significa che anche se aumentassimo il numero di fotogrammi, la percezione di quelle immagini non avrebbe il tempo di fissarsi sulla retina e venire percepito dal cervello. Ci sono infatti dei limiti fisici della visione da considerare, come appunto il tempo affinchè la luce passi dalla cornea fino a diventare informazione percepita dalla corteccia cerebrale e il nostro cervello può elaborare quell'informazione solo ad una certa velocità.

Questo però è solo uno degli aspetti di come funziona l'occhio umano, infatti la prima cosa da capire è che percepiamo diversamente i diversi aspetti della visione. Rilevare il movimento non è lo stesso che rilevare la luce. Un'altra cosa è che le diverse parti dell'occhio si comportano diversamente. La visione periferica è diversa dalla visione centrale.
Inoltre, l'insieme di ciò che percepiamo è maggiore di quello che il singolo elemento del nostro sistema visivo può raggiungere. Questo significa che l'elaborazione del cervello nel suo complesso determina l'acquisizione dell'immagine, al di là della percezione fisica dell'occhio di distinguere due linee.

Distinguere una fonte luminosa da un elemento in movimento è la chiave per interpretare quanti FPS sono importanti per un gamer. Ad esempio una luce pulsante con una frequenza molto elevata, equivale ad una luce continua se questa punto non si muove. Se invece tale punto si sposta, la differenza si nota molto di più, sopratutto per la nostra visione periferica, la migliore per quanto concerne la percezione del movimento.
L'occhio infatti è fatto in modo da mettere bene a fuoco al centro dell'immagine e di percepire bene il movimento in periferia. La spiegazione è che se dobbiamo scappare da qualche minaccia e stiamo correndo, non ci importa di mettere a fuoco bene gli oggetti, ma è importante vedere bene intorno a noi per poter scappare. Viceversa se dobbiamo fare un lavoro di precisione saremo fermi e dobbiamo vedere bene i dettagli.

La visione periferica ci permette di vedere artefatti del movimento a un framerate molto superiore dei 200 FPS. E' proprio questo tipo di percezione che permette al nostro cervello di notare la differenza tra un monitor a 30 FPS e uno a 60FPS. Artefatti del movimento e quindi la fluidità dell'immagine possono essere percepiti con una freaquenza molto alta, anche superiore ai 300 FPS.
Il punto è che tali artefatti non sono realmente percepiti come immagini, ma sono percepiti dal cervello solamente come un "fastidio" percettivo, non potendo realmente distinguere ciò che è stato visto.

Quando cerchiamo e categorizziamo elementi come bersagli in uno sparatutto in prima persona, stiamo monitorando più bersagli e rilevando il movimento di piccoli oggetti. In questo caso, la frequenza temporale ottimale per distinguerli è tra 7 e 13 Hz (3 - 12 FPS). Oltre a questi valori, la nostra sensibilità al movimento diminuisce significativamente. Vi sembra troppo poco?

Purtroppo è vero che il nostro cervello, quando vuole fare una ricerca visiva o semplicemente interpretare la direzione del movimento, può usare solo 13 immagini al secondo di un flusso continuo, tutti i frame aggiuntivi non sono realmente elaborati.
Questo è stato dimostrato dal ricercatore Rufin van Rullen nel 2010 e possiamo anche noi sperimentarlo tramite l'effetto "ruota del vagone", che è quell'effetto che abbiamo quando vediamo una ruota a raggi ruotare in senso contrario anche se in realtà il veicolo sta andando avanti. Questo avviene perchè i raggi superano gli FPS massimi che possiamo percepire e crea alterazioni della percezione. Lo standard cinematografico di 24hz è basato su questo concetto.

È chiaro dalla letteratura che l'essere umano non può vedere nulla oltre i 20 Hz - 10FPS, inteso come distinguere due frame diversi l'uno dall'altro.
In conclusione solo perché puoi vedere la differenza tra un 30  FPS e 200 FPS, non significa che tu possa essere migliore nel gioco, dopo 24 Hz non migliorerai la tua percezione, ma avrai solo un'esperienza fenomenologica diversa.
Detto questo, le prestazioni aumentano perchè la tua esperienza complessiva è migliore, ma non certo perchè quello che vedi a 60 FPS non puoi vederlo a 30 FPS.

martedì 31 ottobre 2017

Amazon Music Unlimited Vs Spotify: quale scegliere?


Amazon ha deciso di fare concorrenza anche a Spotify, lanciandosi nel mondo della musica. Ci aveva già provato in passato con scarsi risultati, ma adesso  è tornata alla grande per contrastare il colosso Spotify. Da poco è  infatti disponibile Amazon Music Unlimited .

Avrebbe poco senso fare un classico elenco per descrivere entrambi i servizi,  dato che Spotify lo conoscete tutti. Amazon Music Unlimited, funziona infatti esattamente come Spootify. 
Analizziamo quindi solo le differenze tra i due.

Sulla carta l'unica diversità è che su Amazon Music Unlimited ci sono 50 milioni di brani, mentre su Spotify solo 20. Questa potrebbe essere una differenza importante per chi, usando Spotify, alle volte non trova la canzone che desidera (a me è capitato diverse volte), quindi potrebbe essere una alternativa interessante.

Altra differenza è che Amazon non ha una versione gratis come quella base di Spotify, mentre se avete intenzione di abbonarvi perchè non volete sentire la pubblicità, i prezzi sono esattamente gli stessi, quindi prima di pagare, una valutazione tra i due è opportuna.

Per il resto delle funzioni non cambia nulla, potete scaricare le canzoni offline, c'è l'abbonamento per la famiglia, ecc.

Quello che a nostro avviso può fare la differenza su chi decide di farsi un abbonamento è l'interfaccia: se siete abituati a Spotify forse Amazon Music Unlimited vi sembrerà scomodo, però questo è solo una questione di gusti. 

In conclusione l'unico modo è provarli, infatti in entrambi i casi c'è la possibilità di testare il servizio per un mese senza spendere nulla. Vi conviene quindi fare dei test e poi decidere quello che vi è piaciuto di più.

Ecco il link se vuoi provare gratis per un mese: Amazon Music Unlimited
Mentre se vuoi provare Spotify il link è questo: Spotify

Fate attenzione che dopo un mese il rinnovo è automatico, quindi ricordatevi di disattivarlo se non volete più usarlo!

mercoledì 11 ottobre 2017

Dipendenti dai videogiochi? Se fate una di queste cose probabilmente lo siete.


Sono sicuro che spesso pensi a quanto tempo hai perso ai videogiochi e a cosa avresti potuto fare di più utile invece che giocare.
Alle volte ti ritrovi sui videogame anche se hai altre cose da fare, sicuramente più importanti, ma non le fai ugualmente.
In ogni occasione in cui ti senti triste o annoiato, ti metti a giocare alla tua console o computer.
Quando sei fuori e stai facendo altre attività, pensi a quanto sarebbe più divertente tornare a casa e giocare al tuo game preferito.
Se ti rivedi in questi esempi probabilmente sei dipendente dai videogiochi e non è una situazione così banale come potrebbe sembrare: i videogame sono una vera e propria dipendenza.
Infatti, i videogiochi sfruttano degli elementi tipici degli stupefacenti e delle altre altre dipendenze patologiche (come il gioco d'azzardo).
Osserviamo perchè i videogame creano dipendenza:

1 - Il meccanismo della sfida e della ricompensa: tutti i videogiochi rappresentano una sfida ed è questo che li rende interessanti. Se un gioco fosse troppo facile, diventerebbe subito noioso. I videogiochi vengono progettati per essere sufficientemente difficili da essere interessanti. Più si gioca, più si diventa bravi e più il gioco diventa competitivo e difficile, ma sempre in modo proporzionale alle proprie capacità. Questo crea soddisfazione in chi gioca, perchè vede i risultati del proprio impegno in tempi brevi. Invece, nella vita vera, raramente i risultati si vedono subito: spesso solo a distanza di anni otteniamo delle gratificazioni (ad esempio dopo aver finito le scuole o al conseguimento della laurea). I videogiochi invece ti premiano subito e ti fanno sentire bravo e capace. Questo crea dipendenza. 

2 - L'essere sociale: con internet e i giochi online è possibile interagire con altre persone senza spostarsi. Il che è sicuramente un vantaggio in senso assoluto, perchè permette di crearti degli amici virtuali e ti fa sentire parte di una grande famiglia. Questo però crea dipendenza perchè la persona può interagire con i suoi nuovi "amici" solamente giocando e all'interno del videogioco. Si manifesta quindi l'associazione sbagliata che solo attraverso il videogioco si possa essere parte di un gruppo e sentirsi  accettato. Questo porta ad escludere i rapporti nelle vita vera e ti lega sempre di più ad una comunità che in realtà non esiste.

L'elemento sociale inoltre, crea un meccanismo di competizione che causa anch'esso dipendenza:  dimostrare agli altri di essere più bravi di loro crea molta soddisfazione. Se nessuno vi vedesse giocare o non ci fossero le classifiche globali, il gioco perderebbe molto del suo interesse, dato che non potete mostrare quanto siete bravi e che progressi state facendo. 
Questo tipo di soddisfazione nella vita vera spesso manca, dato che i traguardi personali sono solitamente manifesti a un gruppo molto ristretto di persone (i familiari) e quindi la soddisfazione risultante minore.

Sono presenti anche altri elementi che creano dipendenza nei videogiochi, come ad esempio la facile disponibilità, ma il concetto generico che volevo spiegarvi è quello che i videogiochi creano dipendenza in modo concreto e psicologicamente riconosciuto, quindi non è un problema di poco conto.

A questo punto ti chiederai come fare per smettere di giocare. Anche io lo ho fatto e ho cercato si seguire questi suggerimenti: Dipendente dai videogiochi? Smettere migliora la vita: ecco come fare

venerdì 14 aprile 2017

Le prime due stampanti 3D al mondo a meno di 50 euro


Volete comprarvi una stampante 3D ma costano ancora troppo?

Nessun problema, sono arrivate le prime 2 stampanti 3D al mondo a meno di 50 euro.

No, non è un errore, potete comprarvi una stampante 3D spendendo veramente così poco. 
Sono entrambe dei progetti in crowdfunding su kickstarter, ma secondo le specifiche non sembrano per niente male, anzi, per questa cifra sembrano decisamente buone, sicuramente meglio di versioni cinesi di bassa qualità.

Io se fossi in voi ci farei un pensiero, però sbrigatevi perchè il prezzo finale finita la campagna di raccolta sarà più alto.
Controllate le specifiche tecniche direttamente dai loro siti kickstarter seguendo questi link:


sabato 14 maggio 2016

crowdfunding e truffe: i prodotti fin


Il crowdfunding è un ottimo strumento per raccogliere fondi necessari per lo sviluppo di una nuova attività. Numerosi, infatti, sono i progetti che grazie a questa nuova risorsa si sono concretizzati e che altrimenti non avrebbero mai visto la luce.

Ma siamo sicuro che nessuno utilizzi queste piattaforme per sfruttare la gente?

Numerose sono le idee innovative e futuristiche che si cercano di finanziare, ma vi è mai capitato di vedere alcuni progetti "troppo belli per essere veri" o semplicemente delle vere e proprie idiozie?

Puntiamo l'attenzione proprio su quei prodotti che sono impossibili da realizzare perché contro le leggi della fisica, delle vere e proprie truffe. E il più famoso non può che essere Triton.

Triton - il respiratore subacqueo senza bombole
Si tratta di un dispositivo che converte direttamente l'acqua di mare in ossigeno, permettendo di respirare sott'acqua senza le bombole.



Sembra una figata vero? Peccato sia una bufala bella e buona. Già l'idea in sè sembra molto sospettosa, ma migliaia di persone ci hanno creduto lo stesso, finanziando il progetto con quasi un milione di dollari.
Questa si tratta addirittura del secondo tentativo, infatti, la prima campagna è stata cancellata e tutti sono stati rimborsati. Ciclicamente però questa campagna torna attiva e nuovamente trova persone disposte a finanziare questo progetto, come si può vedere a questo link → Triton - campagna attuale