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sabato 28 ottobre 2023

Addio insonnia: i segreti per un sonno riposante

IGIENE DEL SONNO: COME COMBATTERE L'INSONNIA



I consigli per creare un ambiente ideale per dormire e migliorare la qualità del sonno

 L'igiene del sonno è un'abitudine importante per garantire una buona qualità del sonno e, di conseguenza, per la salute fisica e mentale. Tuttavia, per molte persone, l'insonnia può essere un problema costante. L'insonnia è un disturbo del sonno caratterizzato da difficoltà a dormire o a rimanere addormentati, o da un sonno non riposante. La stima è che l'insonnia colpisca fino al 35% della popolazione generale, con tassi più alti tra le persone anziane e le donne. L'insonnia può essere causata da una serie di fattori, tra cui lo stress, i cambiamenti ormonali, le condizioni mediche e l'uso di alcuni farmaci.

Per migliorare l'igiene del sonno e combattere l'insonnia esistono diverse abitudini e pratiche che possono essere seguite.

In primo luogo, è importante creare un ambiente adatto al sonno. Ciò significa che la camera da letto dovrebbe essere fresca, buia e silenziosa. La temperatura ideale per dormire è intorno ai 18 gradi e la luce può interferire con la produzione di melatonina, l'ormone del sonno. Inoltre, è consigliabile utilizzare un materasso e cuscini comodi per garantire il massimo comfort.

Secondariamente, è importante creare una routine di sonno regolare. Ciò significa che ci si dovrebbe alzare e andare a letto alla stessa ora ogni giorno, anche nei fine settimana. Inoltre, è consigliabile evitare la caffeina, l'alcol e la nicotina prima di andare a dormire. Questi stimolanti possono interferire con il rilassamento del corpo e con la produzione di melatonina, rendendo più difficile addormentarsi.

In terzo luogo, è importante dedicare tempo alla relax prima di andare a dormire. Ciò può includere la lettura di un libro, la meditazione o lo stretching. Queste attività possono aiutare a rilassare il corpo e la mente, facilitando l'addormentamento.

Infine, è importante considerare l'utilizzo dei farmaci per trattare l'insonnia solo dopo aver seguito queste pratiche di igiene del sonno e solo sotto la supervisione di un medico.

Tra i farmaci più utilizzati troviamo i benzodiazepine, i ipnotici non benzodiazepinici, gli inibitori del reuptake della serotonina e i melatonergici. Tuttavia, è importante notare che l'utilizzo a lungo termine di questi farmaci può causare dipendenza e avere effetti collaterali indesiderati. Inoltre, prima di ricorrere ai farmaci è importante valutare se ci sono altri fattori sottostanti che possono essere trattati, come lo stress o i disturbi del sonno correlati.

In conclusione, l'igiene del sonno è una pratica fondamentale per la salute fisica e mentale e può aiutare a prevenire e trattare l'insonnia. Creare un ambiente adatto al sonno, stabilire una routine di sonno regolare, dedicare tempo al relax prima di andare a dormire e valutare l'utilizzo di farmaci sotto la supervisione di un medico sono tutte pratiche che possono aiutare a migliorare la qualità del sonno e combattere l'insonnia.

Per migliorare l'igiene del sonno e combattere l'insonnia, è importante seguire questi consigli:

  • Creare un ambiente adatto al sonno, mantenendo la camera fresca, buia e silenziosa
  • Stabilire una routine di sonno regolare, andando a dormire e svegliandosi alla stessa ora ogni giorno
  • Evitare la caffeina, l'alcol e la nicotina prima di andare a dormire
  • Dedicare tempo al relax prima di andare a dormire, attraverso la lettura, la meditazione o lo stretching
  • Valutare l'utilizzo di farmaci sotto la supervisione di un medico
  • Valutare se ci sono altri fattori sottostanti che possono essere trattati, come lo stress o i disturbi del sonno correlati.

Ricordiamo che l'igiene del sonno è una pratica fondamentale per la salute fisica e mentale e che seguire questi consigli può aiutare a migliorare la qualità del sonno e combattere l'insonnia.

domenica 22 gennaio 2023

Pillole di Psichiatria: meccanismo d'azione, indicazioni e linee guida sull'utilizzo della promazina

La promazina nella terapia della schizofrenia: caratteristiche e linee guida

talofen

Cenni storici

La promazina è stata sintetizzata per la prima volta nel 1954 da Paul Charpentier, un chimico francese impiegato per la società farmaceutica Rhône-Poulenc. La promazina è stata la prima molecola di questa classe ad essere commercializzata, venne lanciata sul mercato nel 1956 con il nome di "Promazine" e subito dopo con il nome di "Sparine". La promazina è stata utilizzata inizialmente come sedativo e come farmaco contro la nausea e il vomito, ma in seguito è stata scoperta la sua attività antipsicotica.

Meccanismo d'azione e profilo recettoriale 

La promazina è un antipsicotico di prima generazione appartenente alla classe delle fenotiazine. Il suo meccanismo d'azione è legato principalmente alla sua azione antagonista sui recettori dopaminergici D2 e serotoninergici 5-HT2A. Il profilo recettoriale della promazina è simile a quello di altri antipsicotici di prima generazione come la clorpromazina e la flufenazina, tuttavia ha una maggiore affinità per i recettori D2 e una minore affinità per i recettori muscarinici. Ciò si traduce in un minore rischio di effetti collaterali extrapiramidali rispetto agli altri antipsicotici di prima generazione.

Indicazioni 

La promazina è indicata per il trattamento della schizofrenia acuta e cronica, del delirium, delle psicosi acute da sostanze e delle affezioni psicotiche a esordio acuto.

Linee guida sull'utilizzo 

Secondo le linee guida europee (ESCEO) la promazina può essere utilizzata come trattamento di prima linea per la schizofrenia acuta nei pazienti con sintomi positivi gravi e/o negativi lievi, e come trattamento di seconda linea nei pazienti con sintomi positivi moderati e negativi gravi. Tuttavia, dovrebbe essere utilizzato con prudenza nei pazienti anziani e nei pazienti con comorbilità come malattie cardiache o diabete, a causa del suo maggiore rischio di effetti collaterali metabolici rispetto agli antipsicotici di seconda generazione. 

Considerazioni generali 

In generale, è importante sottolineare che la scelta dell'antipsicotico da utilizzare dipende dalla presentazione clinica del paziente, dalle comorbilità e dalle preferenze del paziente e del medico. Inoltre, è importante monitorare attentamente i pazienti in trattamento con antipsicotici di prima generazione come la promazina per prevenire gli effetti collaterali a lungo termine e garantire che il trattamento sia efficace.

giovedì 19 gennaio 2023

Truffe sanitarie: quando un semplice massaggio può nascondere un abuso di professione

FINIRE IN MANI SBAGLIATE: L'ABUSO DI PROFESSIONE IN AMBITO SANITARIO

truffe sanitarie
La necessità di controllare le competenze ed i titoli degli operatori sanitari per non rischiare la propria salute

 La truffa sanitaria è un fenomeno in crescita che può avere conseguenze gravi per la salute e il benessere delle persone. I truffatori possono presentarsi come professionisti sanitari qualificati, offrendo trattamenti inefficaci o addirittura dannosi e chiedendo somme elevate in cambio. Ecco alcuni consigli per evitare di diventare vittima di una truffa sanitaria:
  1. Verificare l'iscrizione dell'operatore all'ordine professionale: prima di sottoporsi a qualsiasi trattamento, verificare che il professionista sia iscritto all'ordine professionale competente. In Italia, gli ordini professionali sono organizzazioni che rilasciano e revocano le licenze professionali e che disciplinano il comportamento degli iscritti.

  2. Fare ricerche: prima di sottoporsi a qualsiasi trattamento, informarsi sulla procedura e sui professionisti qualificati che la eseguono. Utilizzare fonti attendibili come siti web degli ordini professionali e delle associazioni di categoria.

  3. Fare attenzione alle offerte troppo convenienti: i truffatori spesso offrono trattamenti a prezzi stracciati per attirare vittime. Se un'offerta sembra troppo bella per essere vera, probabilmente lo è.

  4. Non fornire informazioni personali: i truffatori possono utilizzare le informazioni personali per commettere frodi o per contattare le vittime in seguito. Non fornire informazioni personali a persone che si presentano come professionisti sanitari senza prima verificare la loro qualifica.

  5. Seguire l'istinto: se qualcosa sembra sbagliato, probabilmente lo è. Seguire l'istinto e non sottoporsi a trattamenti se si hanno dubbi sulla qualifica del professionista o sulla sicurezza del trattamento.

Ricorda che la tua salute e il tuo benessere sono preziosi, quindi è importante essere sempre vigili e informati per evitare di diventare vittima di truffe sanitarie. Se hai subito una truffa o hai sospetti di esserne stata vittima, non esitare a contattare le autorità competenti o gli ordini professionali.

Esempi di truffe comuni:

  1. Massaggi senza abilitazione: una persona che si presenta come massaggiatore senza essere iscritta all'albo professionale può offrire massaggi ma non ha la formazione e l'abilitazione per eseguire questo tipo di trattamento in modo sicuro e professionale.

  2. Tecniche di massaggio senza evidenza scientifica: alcune tecniche di massaggio, come ad esempio il "massaggio quantico" o il "massaggio energetico" sono state inventate da truffatori e non hanno alcuna base scientifica o evidenza di efficacia.

  3. Trattamenti contro il cancro senza base scientifica: alcune persone si presentano come guaritori naturali e offrono trattamenti contro il cancro che non sono supportati da alcuna evidenza scientifica e possono essere dannosi per la salute.

  4. Trattamenti dimagranti miracolosi: alcune persone si presentano come esperti di perdita di peso e offrono trattamenti dimagranti miracolosi che non hanno alcuna base scientifica e possono essere dannosi per la salute.

  5. Trattamenti per il benessere senza base scientifica: alcune persone si presentano come esperti di benessere e offrono trattamenti

lunedì 29 giugno 2020

CARDIOPATIA ISCHEMICA: aspetti di anatomia patologica

MALATTIA ISCHEMICA CARDIACA

ANATOMIA PATOLOGICA INFARTO

ANATOMIA PATOLOGICA DELLE SINDROME CORONARICHE ACUTE


DEFINIZIONE

La cardiopatia ischemica è definita come la discrepanza tra la richiesta cardiaca di ossigeno e la capacità di rifornimento coronarico

EPIDEMIOLOGIA

Chiamata anche sindrome coronarica, rappresenta il 45% di tutte le patologie cardiovascolari, ponendosi come la prima causa di morte al mondo. La mortalità è calata nei paesi ad alto reddito grazie ad una terapia preventiva incentrata sui fattori di rischio dell’aterosclerosi (fumo, dislipidemie, ipertensione, diabete ed obesità), responsabile del 90% dei casi di cardiopatia ischemica. Altre cause più rare di ischemia cardiaca sono: spasmo coronarico, anemia, ipotensione, patologie respiratorie, vasculiti e alterazioni endoteliali, anomalie anatomiche, dissecazione coronarica, procedure chirurgiche (angioplastica, bypass, chiusura stent). 

PATOGENESI

Il cuore è ad elevato rischio ischemico perché caratterizzato da rami arteriosi terminali, metabolismo esclusivamente aerobio (rete capillare/miocita con rapporto 1/1) e una alta estrazione di ossigeno basale. La patogenesi rispecchia quella dell’aterosclerosi: malattia infiammatoria cronica degenerativa delle arterie di grande e medio calibro, caratterizzata da lesioni intimali chiamate ateromi, costituite da un nucleo lipidico avvolto da una capsula fibrotica che ostruiscono progressivamente il lume dei vasi. Quando una placca ateromasica ostruisce per oltre il 75% il lume coronarico e in condizioni di aumentata richiesta di ossigeno, avremo una ischemia transitoria a valle dell’ostruzione (area a rischio) che clinicamente si manifesta con l’angina. Se la placca non ha potenziale trombotico si definisce stabile e la sintomatologia dolorosa si risolve spontaneamente. Nel caso di placca instabile, essa si può erodere fino a rompersi, con esposizione del core lipidico protrombotico e conseguente ostruzione parziale o totale della coronaria (angina instabile). Nel caso di ostruzione parziale e ischemia di durata superiore ai 20 minuti, avviene necrosi dei miocardiociti con infarto subendocardico NSTEMI o morte cardiaca improvvisa (morte inattesa dovuta ad una aritmia letale che insorge entro 1 ora dai sintomi, se presenti). Se l’ostruzione è totale, avremo invece un infarto transmurale STEMI, oppure una morte cardiaca improvvisa. L’evento ischemico acuto può determinare una alterazione funzionale del miocardiocita vitale definita “miocardio stordito”, caratterizzata da un deficit contrattile e un aumentato consumo di ossigeno in assenza di necrosi. E’ reversibile se l’area è riperfusa entro 20 minuti. Nella cardiopatia ischemica cronica, a seguito di una coronaropatia ostruttiva, di un infarto o di un un intervento coronarico, l’ischemia si protrae nel tempo senza causare eventi acuti, ma determinando limitati eventi necrotici. Questi portano ad una insufficienza cardiaca progressiva caratterizzata da rimodellamento cardiaco con ipertrofia eccentrica/dilatativa e fibrosi. Anche nella cardiomiopatia ischemica cronica si verifica una alterazione funzionale del cardiomiocita vitale definita “miocardio ibernato” che porta a compensi patologici con disfunzione contrattile reversibile. Tuttavia, il ripetersi di eventi ischemici determina anche una condizione protettiva alla necrosi che avviene con entità minore (precondizionamento ischemico). Le sindromi coronariche si dividono quindi clinicamente in: - forme acute: infarto miocardico (STEMI o NSTEMI), angina instabile, Morte cardiaca improvvisa - Forme croniche: Angina stabile, Cardiopatia ischemica cronica 

ANATOMIA PATOLOGICA DELL'INFARTO

Sul piano anatomopatologico è possibile evidenziare l’infarto solo se sono trascorse almeno 12 – 24 ore dall’evento ischemico. L’area di necrosi coagulativa è infatti osservabile come area pallida giallastra di consistenza molle solo dopo questo periodo di tempo (a meno di usare il tetrazolio cloruro che colora di rosso il tessuto vitale). Non prima di 4 ore, al microscopio è possibile evidenziare la necrosi coagulativa circondata da waviness perinfartuale (fibrocellule ondulate) e miocitolisi colliquativa. Nel caso di una tentata riperfusione (oltre i 20 minuti dall’evento ischemico) avremo una necrosi di tipo emorragico, microscopicamente caratterizzato da sarcomeri compattati in “bande di contrazione” intracellulari. La riperfusione può inoltre creare un danno che si somma a quello ischemico tramite l’induzione dell’infiammazione e la liberazione di ROS. Nella fase sub-acuta dell’infarto (da alcuni giorni a 2 settimane) si riscontra una zona iperemica infiammatoria che circonda l’area necrotica, caratterizzata da un infiltrato neutrofilo, con successiva componente macrofagica che rimuove le cellule necrotiche. Nella fase cronica (da 2 settimane in poi), si formerà in senso centripeto il tessuto di granulazione con formazione progressiva di una cicatrice fibrosa, di aspetto biancastro e di consistenza dura, la quale non è databile nel tempo se la lesione è guarita completamente (solitamente dopo 2 mesi). Questa fase è caratterizzata anche da neoangiogenesi, che tenta di ripristinare una vascolarizzazione nell’area infartuata. In una ischemia cronica vedremo invece gli esiti cicatriziali e/o ipertrofici compensatori (cuore ingrandito per ipertrofia eccentrico/dilatativa con fibrosi). Le complicanze più frequenti di un infarto cardiaco sono: aritmie, scompenso cardiaco e relativo edema polmonare, tromboembolia e rottura di cuore che a sendonda della sede può causaere tamponamento cardiaco, insufficienza valvolare o shunt. 

TERAPIA INFARTO

Un cenno sulla terapia: lo scopo negli eventi acuti è ripristinare il flusso coronarico e di limitare i danni dell’ischemia. Le opzioni principali sono una vasodilatazione coronarica (nitrati), una terapia antitrombotica (ASA, eparina), ridurre la contrazione e il consumo di ossigeno cardiaco (Beta-bloccanti, ACE-inibitori) oppure tentare una riperfusione (fibrinolisi, angioplastica, bypass) con efficacia massima entro 1 ora dall’ischemia.

lunedì 2 settembre 2019

La birra cruda, integrale e la birra non filtrata fanno male?

rischi birra cruda non filtrata

LA BIRRA CRUDA E LA BIRRA NON FILTRATA FANNO MALE?



Quali sono i rischi nel bere la birra cruda e non filtrata?
Vi è mai capitato di stare male dopo una birra artigianale?


Ultimamente vanno di moda la birra non filtrata e la birra cruda. Molti brand famosi hanno immesso nel mercato delle nuove versioni crude e non filtrate. Ma perchè?
Il marketing vuole fare passare il messaggio che queste tipologie di birre siano migliori, più saporite e buone. Ma siamo sicuri sia realmente così?

Partiamo dal presupposto che nella produzione di bevande, birra compresa, si utilizza il processo di pastorizzazione per garantire alle bevande una buona conservazione e caratteristiche igieniche ottimali. Birra cruda, significa che non è stata sottoposta a nessun processo di pastorizzazione.
Questo processo non modifica in nessun modo il sapore o le qualità della birra, ma è solo una norma igienica che garantisce che nella birra non ci siano batteri o microorganismi vivi.

A qualcuno di voi verrebbe mai in mente di comprare del latte non pastorizzato? Potreste anche farlo, ma probabilmente vi verrebbe una diarrea spaventosa dopo 2 sorsi e nella migliore delle ipotesi il latte andrebbe marcio nel giro di un giorno, proprio perchè tutti batteri presenti nel latte non sono stati uccisi dal calore della pastorizzazione. Lo stesso avviene nella birra cruda. Per questo la scadenza della brira cruda è molto più breve.  Inoltre, se ne bevete anche quantità moderate, può venirvi il vomito o la diarrea.
Birra cruda = possibili microrganismi al suo interno.

Quali sono i vantaggi di una birra cruda?

Nessuno. Il vantaggio è per il produttore, che risparmia soldi perchè salta un processo importante della produzione. Il bello è che vi fa pure credere che sia una cosa figa e che la birra sia più buona, mentre non è vero. Pastorizzare la birra è una garanzia di sicurezza, non farlo è come bere il latte che esce dalla mammella della mucca.
E badate bene che non stiamo parlando di sapore, infatti non pastorizzare la birra può peggiorare il sapore. La birra cruda, infatti, modifica il proprio sapore e le proprie proprietà organolettiche anche solo con il passare del tempo, proprio perchè la sua conservazione non è ottimale.

La birra cruda è anche, generalmente, birra integrale, cioè non microfiltrata. La mancata sottoposizione al trattamento termico e alla microfiltrazione lascia la birra integralmente ricca di lieviti e sostanze in sospensione. In poche parole il filtraggio rimuove tutti i residui inutili. Questo processo può modificare il sapore, ma l'opzione è bersi tutti i lieviti morti o impurità presenti nella birra. L'effetto torbido di queste birre è proprio perchè dentro c'è di tutto. Per fortuna il filtraggio si esegue dopo la pastorizzazione, ma nel caso di una birra cruda e non filtrata, le cose per il vostro stomaco potrebbero andare male. Sicuramente la digeribilità della birra ne risente se vi bevete tutti i residui. Anche in questo caso non filtrare la birra è un vangaggio per il produttore, che risparmia soldi evitandosi un passaggio.

Alcuni sostengono che la non pastorizzazione e la non filtrazione garantisca proprietà nutritive alla birra che altrimenti andrebbero perse. Anche questo punto è abbastanza una baggianata. Stiamo parlando delle proprietà nutritive di un lievito all'interno di un alcolico?
Sarebbe come parlare delle proprietà benefiche della lattuga all'interno del panino del McDonald: ridicolo.

Voglio precisare che parlare di birra artigianale non significa necessariamente parlare di birra non pastorizzata o non filtrata, infatti artigianale NON è sinonimo di crudo o non filtrato. Artigianale significa solo che il birrificio è di piccole dimensioni e il processo di produzione non è industrializzato. Tendenzialmente le birre artigianali sono anche crude e non filtrate proprio perchè servono macchinari costosi per eseguire questi processi, cosa che appunto queste ditte non fanno.
Questo punto è importante pechè molte fonti fanno credere che artigianale significhi utilizzare solo processi "naturali" o materie prime "biologiche". Tutto falso. Significa solo aziende piccole che non pastorizzano e non filtrano la birra perchè sarebbe un costo troppo elevato.

Concludo che ognugno beve quello che vuole, ma è importante valutare bene il reale vantaggio sul sapore che un processo di non pastorizzazione e filtrazione può aggiungere ad una birra, sopratutto in funzione del prezzo e sulla qualità finale.

mercoledì 27 marzo 2019

DERMATITE O ECZEMA DELLA MANO: CAUSE E TRATTAMENTO

dermatite della mano

DERMATITE O ECZEMA DELLA MANO  

Mani secche e screpolate che non passano neppure con la crema idratante? Potrebbe essere una dermatite



Che cosa è la dermatite o eczema della mano?

E' una infiammazione della cute localizzata alla mano che causa secchezza e alterazioni della pelle, provocata da una reazione irritativa oppure allergica. Si tratta di un disturbo comune che colpisce circa una persona su 20. Può presentarsi anche da bambino, ma frequentemente compare in età adulta. L'eczema della mano solitamente è un disturbo lieve e limitato nel tempo, ma alle volte può diventare anche severo e durare molti anni, limitando anche la capacità lavorativa.

Chi sono i soggetti più colpiti?

La dermatite della mano solitamente colpisce soggetti difiniti "atopici", cioè predisposti a sviluppare reazioni immunitarie di tipo allergico, quindi persone che soffrono già di asma o di allergie, tipicamente sviluppano anche l'eczema della mano. Altra categoria colpita sono i lavoratori che tengono le mani a contatto con l'acqua o sostanze irritanti per lunghi periodi (ad esempio i lavapiatti), in questo caso si tratta di una dermatite da contatto o irritativa.

Qual è la causa dell'eczema della mano?

La causa più frequente è il danno diretto da parte di agenti irritanti alla cute, in particolare saponi e detergenti, che vanno a ledere la normale protezione della pelle (dermatite irritativa da contatto).
Nei soggetti allergici invece, numerose sostanze possono essere la causa, come ad esempio profumi, gomma, pelle (dermatite allergica da contatto).
Spesso la causa però non è una sola, oppure è mista, mentre in molti casi non è identificabile.

Quali sono i sintomi della dermatite alle mani? 


La pelle delle mani risulta secca, screpolata, calda, irritata e pruriginosa. Possono esserci delle piccole bolle, sopratutto sul palmo o lateralmente alle dita. Nelle forme più gravi la pelle si può fissurare e sanguinare. Non tutti questi sintomi sono presenti e una secchezza cronica può essere l'unico segno evidente. A causa della perdita delle caratteristiche protettive della pelle i batteri penetrano più facilmente e la cute si può infettare peggiorando i sintomi.

Come si diagnostica la dermatite della mano?

Solitamente un esame esterno di un medico è sufficiente per fare diagnosi. Nel caso non sia individuabile l'agente scatenante sono consigliati i patch - test, i quali permettono di capire a quale sostanza irritativa siamo sensibili. Se la sospensione dell'attività lavorativa e quindi il contatto tra sostanza scatenante e le mani, migliora i sintomi, la diagnosi è certa.

Come si cura la dermatite della mano?

Come prima cosa è importante prevenire il contatto della mano con la sostanza irritante e quindi dove possibile utilizzare sempre quanti protettivi. Nel caso di lavaggi frequenti utilizzare dei sostituti del sapone. I sostituti del sapone sono dei detergenti che non contengono sostanze agressive e che quindi puliscono senza alterare le propietà della pelle.
Utilizzare creme emollienti, in particolare a base di paraffina o vasellina ( che sono la stessa cosa). Non serve comprare creme per le mani costose, anzi, meno sostanze sono presenti nella crema, meglio è. Quindi l'ideale è usare ad esempio la vasellina che usano i tatuatori: grandi quantità a prezzo modico.
Nei casi più complessi può essere necessario utilizzare creme a base di cortisone.
Sono disponibili anche terapie sistemiche più aggressive, ma in casi selezionati e solitamente seguiti da un dermatologo.


Fonti: Association of Dermatologists | www.bad.org.uk/leaflets  Preventing hand dermatitis

sabato 5 gennaio 2019

ALIMENTAZIONE LIFE 120 : la dieta che non fa vivere 120 anni

life 120 bufala

LA DIETA LIFE 120 INVENTATA DA UN AVVOCATO

GLI ALIMENTI LIFE 120 SONO LA VERA SOLUZIONE AD OGNI MALATTIA?

IL METODO DI PANZIRONI LIFE 120 FA REALMENTE VIVERE 120 ANNI?

Le teorie di Adriano Panzironi, che voglio ricordare non è un medico, ma un avvocato, prendono spunto da informazioni mediche note, ma vengono strumentalizzate per trarre conclusioni errate e portare acqua al proprio mulino. Il suo metodo è quello di raccontare parziali verità in modo da confondere i non addetti al settore e dare una parvenza di autorevolezza al discorso.



Prima di entrare nel vivo del discorso ricordo che Panzironi non è un medico, ma un avvovato e giornalista. L’Antitrust lo ha condannato a una multa di oltre 500 mila euro per pubblicità occulta e divulgazione antiscientifica. E' stato stabilito infatti che il sito internet LIFE 120 e la sua trasmissione televisiva - Cerca Salute -  non è divulgativa, ma è propaganda finalizzata alla vendita degli integratori alimentari LIFE 120 di cui Panzironi è socio. Inoltre le informazioni riportate sono ingannevoli, perchè sottendono che usando i suddetti integratori si possano curare malattie anche gravi, quando questo è falso e non è stato dimostrato. 

Ecco perchè il metodo LIFE 120 non serve a nulla

La teoria alla base di LIFE 120 è che l'acidosi cellulare è dannosa (in particolare Panzironi sostiente che l'acido piruvico lo sia), che il consumo di carboidrati induce l'acidosi cellulare e che quindi il consumo di carboidrati è dannoso. Peccato che siano baggianate.

Non voglio annoiarvi con nozioni base di biologia, ma nel caso siano passati troppi anni dalle scuole dell'obbligo, è opportuno fare un breve ripasso per capire quanto le teorie di Panzironi siano state inventate. 
Il metabolismo cellulare è basato sul glucosio e il suo primo passaggio è la glicolisi anaerobica. In questo passaggio si produce ATP (l'energia delle cellule) e una molecola di acido piruvico. Questo "acido" viene poi utilizzato nel famosissimo ciclo di Krebs per produrre altra energia. Il processo poi si conclude con la fosforilazione ossidativa.

L'acido piruvico NON è dannoso, anzi è necessario per il metabolismo. In presenza di ossigeno, situazione normale di ogni cellula, non c'è accumulo di nessuno tipo di acido. Anche se ci fosse accumulo di piruvato, diventerebbe acido lattico che verrebbe metabolizzato dal fegato (banalmente quello che avviene quando si fa esercizio fisico).

Ergo, il consumo di carboidrati non è causa di accumolo di acido e non è causa di nessuna delle malattie indicate da Panzironi. Se riuscisse a dimostrare una assurdità del genere vincerebbe il Nobel in una settimana.

Per rigor di cronaca, un consumo ECCESSIVO di carboidrati è un fattore di rischio per alcune patologie, in particolare del diabete ( cosa nota a tutti). Inoltre, un consumo eccessivo di zuccheri fa aumentare i livelli di colesterolo, molto di più di un consumo elevato di grassi (come invece si credeva in passato). 

Dunque non esistono le vere causa o le false cause delle malattie: la verità è ciò che la scienza ha dimostrato fino ad oggi. O meglio, ciò che non ha ancora smentito. Quindi, se non si conosce la causa di un qualcosa, non basta inventarsi una teoria strampalata per colmare quel vuoto.

Qualsiasi dieta deve contenere almeno il 50% dei carboidrati. Questo non è qualche persona dirlo, ma TUTTO IL MONDO ACCADEMICO. Questo perchè altrimenti si provocano squilibri nutrizionali che nelle fasi iniziali possono anche far dimagrire (si pensi alla dieta Dukan basata su un approto solo proteico), ma alla lunga sono dannosi all'organismo.

Panzironi purtroppo non è l’unico ad inventarsi teorie strane sull'alimentazione. Si riporta il commento esaustivo  di Barbara Paolini, medico dietologo della UOSA Dietetica e Nutrizione Clinica dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese e vicesegretario dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica: "Lemme e poi Mozzi, promotore della dieta dei gruppi sanguigni che, eliminando interi gruppi di alimenti con il rischio di gravi carenze nutrizionali, si propone come cura per l’artrite reumatoide e numerose altre patologie; sono nomi che conosciamo tutti perché sono venuti allo scoperto dopo indagini e denunce, ma gli altri? Basta guardarsi intorno: le palestre e i centri estetici sono i principali luoghi in cui vengono diffusi con facilità, da persone non competenti, consigli dietetici e spesso integratori di supporto”.

AGGIORNAMENTO APRILE 2019: PANZIRONI MULTATO NUOVAMENTE PER 264MILA EURO!

L'Antitrust punisce nuovamente Adriano Panzironi con una multa di 264mila euro.
Siamo compiaciuti che la segnalazione del Ministro della sanità Giulia Grillo abbia prodotto una sanzione per l'emittente che trasmette i suoi deliri, questa volta da parte dell'Agcom. Ma non può bastare il governo non può continuare a fare orecchie da mercante contro queste pericolosissime false diffusioni a mezzo televisivo: ne va della vita e della salute dei cittadini
Così ha commentato il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli,dopo aver visto sull'emittente tv "Life 120" un signore dichiare di essere "guarito dal tumore" grazie a Panzironi.

sabato 18 agosto 2018

Confessione shock di un medico omeopata: lo faccio solo per soldi, come tutti

CHI VENDE O PRESCRIVE OMEOPATIA LO FA PER LUCRO

I MEDICI PRESCRIVONO FARMACI OMEOPATICI SOLO PERCHE' IL PAZIENTE LO CHIEDE E PER GUADAGNARE DENARO FACILMENTE


Dichiarazioni forti del medico A. S. di Roma, nome censurato per questioni di privacy, che afferma:
"Quando il paziente lo chiede o non so cosa prescrivere, un bel farmaco omeopatico non lo nego a nessuno. La parcella la devo giustificare in qualche modo"
Anche se la comunità scientifica è sempre rimasta stupita da chi prescrive farmaci omeopatici, in quanto è dimostrato che non sono efficaci, trovare un medico che finalmente ammetta che il lucro muove le fila dell'industria omeopatica è cosa rara.

Aggungo che l'omeopatia non è neppure un specializzazione medica come tutti credono e qualsiasi medico la può prescrivere lo stesso. Per chi non lo sapesse infatti, la "specializzazione" in omeopatia è solo corso privato. Ve lo spiego nel dettaglio qui:  l'omeopatia non è una specializzazione medica

Per molti medici che pongono il proprio interesse prima di quello del paziente, l'omeopatia è un'ottima soluzione: effetto placebo, nessun effetto collaterale, soluzione a patologie senza terapia specifica. 
La maggior parte delle volte infatti,  si prescrive un farmaco omeopatico per malattie autolimitanti come il raffreddore, quindi che sarebbero guarite da sole. Il paziente però crede che il farmaco omeopatico abbia fatto effetto e il medico fa finta di essere bravo perchè ha prescritto il "farmaco" corretto.
Il risultato è che il paziente non peggiora (forse), spesso torna dal medico contento e in situazioni analoghe ricorrerà nuovamente a quel farmaco omeopatico perchè secondo lui lo ha aiutato.

I medici più furbi prescrivono un farmaco convenzionale insieme ad uno omeopatico, così loro ci guardagnano di più, la farmacia ringrazia e l'assenza di efficacia viene compensata dal vero farmaco associato.

Per noi poco importa la giustificazione dei medici che dicono "... tanto male non fa e il paziente è contento"  dato che non ho nessun dubbio nell'affermare che IL MEDICO OMEOPATA E' UNA VERGOGNA PER LA SCIENZA E PER LA PROFESSIONE MEDICA!

Quando avranno la decenza di affermare che le loro uniche motivazioni sono i soldi, forse le cose cambieranno. 


Se qualcuno di voi non conosce ancora i principi dei farmaci omeopatici e perchè non sono efficaci vi invito a leggere: se compri farmaci omeopatici significa che sei stupido, ignorante o entrambi

domenica 18 febbraio 2018

Omeopatia: non è una specializzazione medica


omeopatia non è un medico specialista

L'Omeopatia non è una vera specializzazione medica

L'omeopatia non fa parte delle scuole di specializzazione dell'università italiana e non è riconosciuta come specialità medica in nessuna parte del mondo.

Chi è "specializzato" in omeopatia ha fatto solo un corso professionalizzante privato, gestito da un organismo autonomo, il quale non ha nulla a che fare con il sistema sanitario italiano, tanto meno con l'università e la ricerca. Inoltre, l'omeopatia come disciplina, non ha nessun riscontro né approvazione della comunità scientifica internazionale, infatti, l'omeopatia è stato innumerevoli volte certificata come inefficace e basata su principi non scientifici. 



Ricordo anche che qualsiasi medico può prescrivere farmaci omeopatici in quanto NON SONO VERI FARMACI, ma sono equiparabili a integratori alimentari.
Questo significa che NON serve la ricetta per acquistarli e che NON serve andare da un medico e pagarlo per qualcosa che potete comprare tranquillamente per conto vostro.
Lo dimostra che spesso è il farmacista stesso a consigliarli e venderli.
La "specializzazione" in omeopatia, non ha nulla a che fare con le vere specializzazioni mediche universitaria che tutti conosciamo (pediatria, ortopedia, ecc).

Come si diventa quindi un medico omeopata?

Tralasciando l'aspetto morale e rinnegare anni di studio in favore del lucro, il medico laureato deve iscriversi alla Federazione Italiana Associazioni e Medici Omeopati - FIAMO e seguire uno dei loro corsi. Questi corsi sono tenuti da docenti e tutor scelti con i criteri indicati dall’ECH (European Committee for Homoeopathy), la quale preparazione  è il risultato di anni di attività didattica e di esperienza clinica. Avete letto bene: anni di attività didattica ed esperienza clinica. Nessuno e ripeto nessuno utilizzo di dati e scoperte scientifiche supportano la loro didattica (cosa ovvia dato che non esistono). Questo però significa anche che i loro corsi hanno lo stesso valore medico di un seminario religioso che analizza i miracoli di Lourdes e che usa la bibbia come testo didattico.

Alla fine di questo corso viene rilasciato un diploma permette l’iscrizione al registro dei “Medici esperti in Omeopatia - sottogruppo Omeopatia” presso gli Ordini dei Medici che ne abbiano deliberato l’istituzione. Infatti, non tutti gli ordini dei medici hanno tale elenco, dato che è completamente inutile e atto solo a certificare un titolo non riconosciuto.

Perché allora scrivono specializzato in omeopatia?

Marketing. Scrivere "Specialista" fa credere al paziente di essere di fronte ad una persona esperta al pari di chi ha una laurea in neurologia o qualsiasi specialità riconosciuta. Questo non solo invoglia il paziente a spendere soldi che potrebbe risparmiarsi, ma permette anche al medico omeopata di guadagnare molto di più sfruttando l'ignoranza delle persone.

Concludo rispondento ad alcuni dei commenti più classici che ricevo: "su di me ha funzionato quindi io ci credo". Quello che tu credi, alla scienza non frega. La tua non è una prova dell'efficacia, ma una distorsione soggettiva dei fatti. Se inoltre sei anche un medico o uno "studioso" e utilizzi come argomentazione la tua esperienza personale, oltre ad essere un babbo, sei pure un insulto per tutti gli scienziati che basano sul metodo scientifico i loro studi (cioè gli scienziati bravi). Dovresti quindi vergonarti di sostenere l'omeopatia e di proporla ai tuoi pazienti. L'alternativa è che non hai capito un cazzo di quello che hai studiato, dato che è come sostenere che l'acqua bolle a 20 gradi.

sabato 25 novembre 2017

Antivirali: perché la terapia del virus HIV è per tutta la vita


La storia degli antivirali ha subito un notevole cambiamento negli anni 80 grazie alla scoperta dell'HIV - il virus delle immunodeficienza umana. Prima di allora i farmaci contro i virus, gli antivirali per l'appunto, erano pochi e dall'efficacia discutibile. Ad oggi sono disponibili molti più farmaci contro l'HIV che permettono una buona qualità della vita, equiparabile ai soggetti non affetti.

La terapia dell'HIV
Il problema principale del virus dell'HIV è che i pazienti sono costretti a sostenere una lunga terapia continuativa nel tempo, cioè una terapia cronica per tutta la durata della loro vita. Ma per quale motivo?


L'HIV è un retrovirus, questo significa che per poter riprodursi ha bisogno di entrare nel nucleo e utilizzare gli enzimi della cellula ospite, in particolare si integra nei linfociti del sistema immunitario umano.Una volta integrato nel nucleo può così sfruttare la DNA polimerasi umana per sintetizzare le sue stesse proteine. Per fare questo, essendo un retrovirus, il suo contenuto costituito da filamenti di RNA (due filamenti singoli), deve prima essere trascritto a DNA dalla trascrittasi inversa virale.

I farmaci ad oggi disponibili sono in grado di interrompere tutte queste tappe replicative dell'HIV, ma una volta integrato il virus, non sono capaci di eliminare il codice genetico virale da quello della cellula umana. Questo è il motivo per il quale, nel caso si interrompessero i farmaci, il virus ritornerebbe a riprodursi nuovamente.

Un altro problema della terapia è che la trascrittasi inversa del virus non è così efficiente come la polimerasi umana, commette cioè molti errori nel suo funzionamento. Questo causa la formazione di tanti virus mutati, che nel tempo, possono dare origine ad un virus sempre diverso dal precedente che potrebbe diventare resistente ai farmaci. E' quindi molto importante non interrompere mai la terapia per evitare appunto che il virus riproducendosi muti e diventi resistente.

Lo scopo della ricerca contro l'HIV è proprio questo: trovare un modo di eliminare il genoma virale dalla cellula ospite, in modo da ottenere la guarigione completa, evitando quindi di dover prendere farmaci tutta la vita.

Attualmente la terapia più efficacie è chiamata HAART:  highly active antiretroviral therapy, terapia antiretrovirale altamente attiva. E' basata sull'associazione di più farmaci che non vanno mai  presi singolarmente, proprio per evitare che l'HIV possa replicarsi e sviluppare dei mutanti resistenti, cosa che accadrebbe facilmente usando un solo farmaco invece che delle associazioni.
Solitamente si danno almeno 3 farmaci insieme, di cui 2 costituiti da NRTI: nuclesidic retroviral inibitor, come ad esempio la storica ZIDOVUDINA, inventata nel 1985, il primo vero farmaco antiretrovirale.

Concludo ricordando che HIV e AIDS sono due cose molto di verse. HIV indica che il virus è presente nel nostro organismo, mentre l'AIDS indica che ci siamo ammalati di un'altra malattia a causa dell'immunodepressione causata dal virus. Teoricamente una persona potrebbe vivere tutta la vita senza mai contrarre l'AIDS, perchè se segue una terapia corretta, difficilmente si ammala.
La sindrome da immunodeficienza o AIDS è quindi una malattia come la tubercolosi, che però si è contratta a causa di un mancata risposta del sistema immunitario perchè infettati dall'HIV.

martedì 5 settembre 2017

Malaria a Bibione: Falso allarmismo



Dire che una bambina morta di malaria è stata in vacanza a Bibione, senza avere la certezza che abbia contratto la malattia al mare, oltre che falso è pure meschino.
A nostro avviso rientra addirittura nei termini di "procurato allarme": chiunque, annunziando disastri, infortuni o pericoli inesistenti, suscita allarme presso l'Autorità, o presso enti e persone che esercitano un pubblico servizio, è punito con l'arresto fino a sei mesi o con l'ammenda da euro 10 a euro 516.


Analizziamo invece i fatti: una bambina contrae una malattia che in Italia non esiste dato che la zanzara che è necessaria alla sua diffusione, non vive da noi (alcuni esemplari esistono, ma sono veramente pochi). Il punto fondamentale è che: supponendo anche che la zanzara autoctona possa aver trasmesso la malattia, quello che non si spiega è come la malaria sia finita in quella zanzara.
La zanzara, infatti, per poter trasmettere la malattia, deve pungere una persona che ha la malaria (in Italia praticamente nessuno), dato che la funzione della zanzare è infettare le persone.
Come è possibile quindi che una zanzara infetta abbia punto la bambina?
Chi ha punto prima di infettare la bambina?

Una informazione fondamentale che molti giornali omettono per creare allarmismo, è che "la bimba prima di arrivare a Brescia era stata in ospedale a Portogruaro, poi a Trento, per un esordio di diabete infantile, [...] e conferma che in uno dei giorni del ricovero della piccola a Trento erano presenti, in un'altra stanza, due bambini con la malaria. [fonte Repubblica.it ]

La cosa più probabile quindi è che durante il ricovero in ospedale, una zanzara che girava per i reparti abbia punto i bambini ammalati di malaria e che poi la stessa zanzara abbia punto anche la bambina.
Questo evento è decisamente molto più probabile che una singola zanzara spuntata dal nulla ed infetta dalla malaria, abbia deciso di farsi un giro a Bibione e di pungere solo quella bambina.

Se fossi la città di Bibione chiederei i danni per aver diffuso notizie non confermate, che sicuramente creeranno allarmismo.

giovedì 24 agosto 2017

La verità sul vino: falso che due bicchieri al giorno fanno bene


Il marketing made in Italy sul vino è una operazione che vale miliardi di euro, ma secondo noi questo non va bene se a risentirne è la salute pubblica.

Sono convinto che tutti voi pensino che bere due bicchieri di vino al giorno durante i pasti sia salutare, anche perchè ci è sempre stato detto così dalle istituzioni, ma purtroppo questo non è vero.

Ovviamente non sono io a dirlo, ma l'Organismo Mondiale della Sanità (WHO in inglese) dopo numerosi studi.

Sono arrivati alla conclusione che consumando vino, gli effetti dannosi che l'alcol causa, non sono per nulla bilanciati dagli effetti benefici dello stesso.

I punti fondamentali sono:

  • L'alcol è una sostanza tossica responsabile di più di 200 patologie, alcune di essere mortali, tra cui tumori e malattie epatiche che portano al trapianto di fegato.
  • Non esiste soglia minima sicura per il consumo di alcol
    • questo significa che anche il singolo bicchiere fa aumentare il rischio di malattia
  • Gli effetti benefici del vino sono annullati dal contenuto di alcol al suo interno
  • Il vino fa bene solo se fosse SENZA alcol
  • Più il consumo è regolare più il rischio è alto
  • L'OMS raccomanda per avere un rischio BASSO di bere al massimo 6 unità alcoliche, quindi 6 bicchieri di vino la settimana
    • Basso rischio non vuol dire rischio nullo, per avere rischio zero bisognerebbe NON BERE ALCOL
Sottolineo che non ho neppure citato le altre sostanze dannose contenute nel vino, come i vari additivi (solfiti in primis) o muffe. Normalmente presenti anche nei vini di massima qualità

Non ho neppure citato l'impatto calorico di un bicchiere di vino nella dieta: ricordo che un grammo di alcol equivale a circa ad un grammo di grasso.

Tutto questo per dire che effetti benefici del vino, principalmente le sostanze antiossidanti come il resveratolo sono minimi, se non trascurabili, rispetto gli effetti dannosi dell'alcol.
Inoltre le sostanze benefiche possono essere assunte tranquillamente con altri alimenti privi di alcol, infatti, non esiste nessuna sostanza "magica" presente solo nel vino che abbia proprietà indispensabili: ad esempio una spremuta d'arancia ha effetti benefici superiori sulla salute.

Concludendo, la leggenda metropolitana che bere 2 bicchieri di vino al giorno durante i pasti faccia bene, è una campagna puramente italiana per vendere più vino. Non è dimostrato che bere vino sia salutare, ma anzi, è dimostrato il contrario: un consumo di alcol superiore ai 6 bicchieri la settimana, ha un rischio elevato di contrarre malattie.

Fonti: WHO - alcohol fact sheetlow risk alcohol intake

martedì 18 luglio 2017

Raccolta fondi per produrre vaccini senza metalli pesanti: FreeVax-NoMetal


L'associazione FreeVax-NoMetal sta raccogliendo dei fondi per produrre dei vaccini sicuri, cioè senza metalli pesanti come piombo, alluminio, mercurio. L'unico modo per farlo e creare laboratori autonomi gestiti da cittadini liberi e non dalle case farmaceutiche!!!
Ovviamente ogni vaccino prodotto sarà singolo, cioè uno solo per iniezione, non 12 tutti insieme!

Per poter donare o solo per informazioni, cliccate su questo link FreeVax-NoMetal

Grazie del vostro aiuto e condividete per un futuro migliore.

lunedì 10 luglio 2017

Il tetano non si prende con il ferro arrugginito: fermate questa leggenda metropolitana


Il tetano è tornato in auge grazie alle compagne contro i vaccini, i novax infatti, preferiscono contrarre una malattia dolorosa e mortale, rispetto un vaccino innocuo e sicuro.
Detto questo cerchiamo però di non fare il giro della ruota e diffondere o alimentare altre inesattezze.

Quasi tutti sono convinti che il tetano si prenda tramite gli oggetti arrugginiti, ma questo non è per niente vero. Non ho proprio idea da dove sia nata questa leggenda metropolitana, ma quasi tutti ci credono ancora.

Il Clostridium tetani, agente eziologico del tetano, è un batterio presente nell'ambiente sotto forma di spore. Le spore di questo batterio hanno una funzione simile a quella dei funghi, cioè quella di diffondere nell'ambiente e permettere la riproduzione. Queste spore si possono annidare ovunque, sono infatti fatte a posta per resistere all'ambiente circostante e sopravvivere per molto tempo. In particolare il terreno è spesso ricco di spore di tetano, questo significa che ogni oggetto sporco e rimasto all'esterno per molto tempo, potrebbe contenere delle spore di tetano.

La leggenda che il tetano si prenda con la ruggine credo derivi proprio dal fatto che chi si infettava con il tetano, spesso lavorava nei cantieri e si feriva con oggetti arrugginiti, i quali erano stati a contatto con il terreno o erano rimasti all'esterno per molto tempo. La ruggine inoltre crea una superficie porosa che può trattenere maggiormente le spore, la gente ha così associato la ruggine al tetano, ma non c'è nessun altro motivo. Oggetti privi di ruggine possono infettare tranquillamente lo stesso, infatti oltre all'operaio o al contadino, classico è il bambino che cade e si sbuccia il ginocchio sullo sterrato.

Adesso che lo sapete, non avrete più la fobia della ruggine e del tetano.

mercoledì 14 giugno 2017

EasyJoint e la cannabis light: meglio una camomilla



Ultimamente va di moda la cannabis light, ovvero la cannabis a "bassissimo" contenuto di principio attivo, commercializzata in Italia da www.easyjoint.it

Molte persone la comprano principalmente perché credono abbia effetti terapeutici, anche se il contenuto di THC è CBD sono bassi e sopratutto perché è legale rispetto la versione stupefacente.

Ma vi siete posti il perchè la vendita di questa sostanza è legale?
Quanto principio attivo è realmente contenuto all'interno di questa versione light?

Partiamo dal presupposto che la varietà di cannabis che viene utilizzata da EasyJoint è geneticamente predisposta per uso industriale, cioè per produrre biomassa che viene poi utilizzata per diversi scopi, sopratutto in edilizia.
Tale varietà deve per legge avere un contenuto massimo di 0,6 % di principio attivo THC. Fate bene attenzione che è specificato "massimo", questo significa che non c'è nessuna garanzia sul contenuto minimo di tetraidrocannabinolo al suo interno, anzi, potrebbe non essercene affatto.
Lo stesso discorso vale per il cannabidiolo o CBD, infatti, anche se su questo principio attivo teoricamente non c'è nessun limite, non esiste nessuna garanzia che l'erba usata da EasyJoint ne contenga a sufficienza per un uso terapeutico, dato che appunto viene coltivata per altri scopi.
La cannabis industriale o per biomassa viene appunto fatta crescere il più possibile e senza distinzione tra piante maschio o femmina (solo le femmine, infatti, producono i fiori e la resina contenenti il THC) perchè lo scopo edile è solo produrre molte foglie e rami. Questo significa che la cannabis non viene raccolta nel periodo ipotetico di massimo contenuto possibile di THC (sempre e non oltre lo 0,6%), ma addirittura lasciano che le piante si fecondino tra loro. Lo dimostra il fatto che spesso si trovano dei semi all'interno delle infiorescenze, cosa che sta ad indicare l'impollinazione e un calo drastico di THC. Evento spiacevole che si verifica anche con la cannabis illegale di bassa qualità e che bisogna evitare se si vuole un raccolto ottimale.

In definitiva questo cosa significa? Che il quantitativo di principio attivo, che già è molto basso per legge, è ulteriormente ridotto, dato che le modalità di coltivazione della cannabis utilizzata non hanno lo scopo di produrre una ottima infiorescenza femminile con alto THC, ma molte foglie e rami.

Ma noi siamo buoni e supponiamo che la cannabis usata abbia effettivamente almeno lo 0,6% di principio attivo. E' tanto o poco? E'  sufficiente da dare qualche effetto?

La risposta è ovviamente no e giustamente lo ammettono loro stessi, infatti è ben specificato che la cannabis che loro vendono NON HA EFFETTI TERAPEUTICI, se così non fosse non sarebbe illegale (potete controllare dal loro sito www.easyjoint.it).

Concludendo, la cannabis light dal nostro punto di vista di appetibile ha solo il nome, dato che non è una sostanza stupefacente e non ha effetti terapeutici (come potrebbe averli senza principio attivo?).  Inoltre, non ci solo limitazioni alla guida dopo la sua assunzione, questo implica che gli effetti sedativi sono talmente ridotti da essere paragonabili a quelle di una camomilla.

Vorrei aggiungere che loro si professano mediatori per la legalizzazione della cannabis, quando in realtà vendere cannabis comprata come scarto industriale e senza principio attivo per poi rivenderla, è per nostro modo di vedere pura speculazione commerciale.  Quale sarebbe il contributo ad un consumo consapevole e ad una vera legalizzazione, sinceramente sfugge a molti.
La cannabis se usata in mani esperte è un farmaco come molti altri, la vendita incontrollata o l'autocoltivazione non danno nessuna garanzia di efficacia.

giovedì 30 marzo 2017

Ecco le malattie che rischiamo di contrarre per colpa degli antivaccinisti


Polmone d'acciaio portatile per i malati di poliomelite paralizzante

Queste sono tutte le malattie che grazie ai vaccini abbiamo sconfitto o teniamo sotto controllo, evitando morti inutili e conseguenze permanenti evitabili.
Molti pensano che molte di queste malattie non siano rilevanti o poco pericolose, questo perchè oltre che stupidi sono anche ignoranti, dato che una malattia può passare inosservata in un adulto, ma può essere mortale per un bambino o per un anziano.
Alcuni pensano che non sia necessario vaccinare perchè ormai certe malattie non si vedono più, io suggerirei a queste persone di girare senza cinture di sicurezza e senza airbag, tanto finchè non fanno un incidente questi dispositivi sono inutili come i vaccini.
A chi dice che i vaccini hanno effetti collaterali gravi, è sicuramente vero, ma piuttosto che morire o far morire tuo figlio, ci penserei due volte su quali siano i reali vantaggi nel non vaccinare.

Obbligatorie

  • vaccinazione antidifterica
  • vaccinazione antipoliomielitica
  • vaccinazione antitetanica v
  • vaccinazione antiepatite virale B
Raccomandate
  • vaccinazione pertosse
  • vaccinazione morbillo
  • vaccinazione parotite
  • vaccinazione rosolia
  • vaccinazione Haemophilus influenzae tipo b
  • vaccinazione antipneumococcica
  • vaccinazione antimeningococco C

venerdì 17 marzo 2017

L'insulto finale alla scienza: laurea ad honorem in medicina al papa


L'ennesimo affronto alla scienza e al libero pensiero è arrivato pochi giorni fa da una delle università più importanti di Italia, quella di Salerno.
Mi piacerebbe dire che è stata una delle importanti d'Italia, ma non lo è più, dato che dopo questo increscioso evento, non può certo considerarsi un luogo di cultura e sviluppo, ma un simbolo di ignoranza e arretratezza che impregnano il nostro paese.

Forse qualcuno dovrebbe ricordare al rettore di Salerno che la scienza e la religione sono incompatibili tra di loro. Una è basata sui fatti, l'altra sulla fantasia. E con la fantasia non si aiutano le persone, ma anzi si fanno morire.
La chiesa è sempre stata contraria alla conoscenza e allo sviluppo ed attraverso le sue campagne ha creato e crea sofferenza nel mondo.
Hanno dato la laurea in medicina  al capo di una associazione che, solamente per citarne alcune, promuove il sesso non protetto ( prima causa di trasmissisone dell'AIDS e sovrapopolazione nei paesi del terzo mondo), che vieta l'aborto, che impedisce alla persone che soffrono una degna morte volontaria, che per anni ha ostacolato la ricerca ponendo vincoli "etici" puramente per i loro interessi.

E' stato definito "medico dell'anima", ma di certo non è un medico, dato che non pratica la medicina (scienza che studia il corpo umano al fine di garantire al salute delle persone, in particolare la prevenzione e la cura delle malattie) e di certo la cura dell'anima non ha nessun risvolto pratico, dato che l'anima è una invenzione religiosa per attribuire all'essere umano una importanza soprannaturale.
Da questo punto di vista tutti gli psicologi danno un contributo nettamente superiore al benessere "spirituale" della persona senza tirare in ballo dio e amici immaginari.

Il papa dovrebbe essere condannato per la diffusione dell'ignoranza, non certo premiato in una università.

Solidarietà a tutte le persone razionali ed ai ricercatori, a partire da Galileo Galilei, che con il loro contributo cercano di aumentare la conoscenza della realtà e lo sviluppo dell'uomo, contrastando la piaga delle religioni.

giovedì 30 giugno 2016

EverGreen Life: l'ulivo che costa caro e serve a poco

Evergreen life: fa veramente bene?

EverGreen Life: i reali effetti sulla salute

Recensione sui prodotti a base di ulivo EverGreen Life

Cosa dice la scienza sugli effetti benefici dell'ulivo?

Prima di entrare nel dettaglio dei prodotti venduti dalla EverGreen life, società che utilizza l'ulivo come elemento fondamentale fonte di salute, partiamo dal presupposto che la medicina è basata su fatti e dati scientifici, quindi l'opinione del singolo non conta nulla. Questo significa che anche se c'è gente che dice che sta bene assumendo una certa sostanza, questo non prova che quella sostanza sia veramente efficace. Quindi le testimonianze personali non hanno nessun significato.
Diffidate sempre da chi dice "su di me ha funzionato" oppure "un mio amico sta bene dopo che lo ha preso". E' come dire che se qualcuno vince al superenalotto, allora giocando vincerai anche tu.

Non è così che la scienza lavora, l'esperienza personale ha valore solo per eventi soggettivi, non certo quando si parla di efficacia di una sostanza o un principio attivo. Pertanto le testimonianze sono inutili, possono servire a quelli che credono nella Madonna o nei santi. Questo ovviamente vale in tutti i campi.
In questo articolo parleremo, infatti, solo di dati scientifici a nostra disposizione che provano o no, l'efficacia dell'infuso d'ulivo. Poi uno ovviamente può spendere i propri soldi come meglio crede, ma almeno che lo faccia consapevolmente.

 Qui sono riportati in un elenco tutti gli studi che, secondo i produttori, dovrebbero dimostrare l'efficacia dell'infuso di ulivo sulla salute umana. Tutti gli studi sono disponibili su pubmed (database scientifico), basta cercare gli autori e troverete subito l'articolo medico originale.
Analizziamoli ora insieme gli studi che hanno Evergreen Life utilizza come esempio di efficacia.

Oleuropeina: il principio attivo di EverGreen Life e gli studi associati

Premessa: L'oleuropeina è un polifenolo, questa sostanza tornerà fuori spesso in quasi tutti gli studi quindi è utile spiegarlo. Questa sostanza è il principio attivo principale dell'olio e delle foglie, ma è anche responsabile del gusto amaro. Se quindi i produttori sono riusciti a togliere il gusto amaro (come affermano), vorrei capire come siano riusciti a farlo senza alterare le proprietà chimiche di questa sostanza. Ad ogni modo supponiamo che ci siano riusciti e quindi le proprietà dell'oleuropeina siano rimaste.

Notare anche come abbiano malamente tradotto i titoli degli studi dall'inglese all'italiano (credo usando google tradutore), alterando in parte il significato stesso dello studio.

Studio circa il meccanismo dell’azione antimicrobica dell’oleuropeina  Autori: Juven B, Henis Y, Jacoby B Istituto: Divisione di Tecnica Alimentare, Istituto Volcani di Ricerche Agricole, Rehovot, Israele Anno: 1972
Questo studio molto recente (1972) spiega che questa sostanza ha effetti antimicrobici. Buono a sapersi, dato che mi pare molto difficile capire come questo possa essere utile ad un organismo. Forse posso usarla per lavarmi le mani al posto dell'amuchina, ma di certo ingerendolo non ne trarrei nessun vantaggio, anzi, per assurdo potrebbe uccidere la flora microbica del mio intestino e farmi venire la diarrea, come capita con i veri antibiotici. I tre studi successivi riportati parlano della stessa cosa, quindi sono comunque inutili per l'organismo umano a meno che non ci interessi curare una infezione localizzata non si sa dove. Attività contro HIV virus dell’ estratto di foglie di olivo Autori: Bao J, Zhang DW, Zhang JZ, Huang PL, Lee-Huang S Istituto: Facoltà di Chimica, Università di New York, New York USA. Anno: 2007

Questo studio un po più recente parla dell'HIV, quindi se non avete l'HIV di base non vi interessa, ma vediamo cosa dice in realtà:
Il testo completo dello studio lo trovate qui e non si menziona assolutamente ad una attività contro l'HIV, ma solo dell'interaizone tra una molecola del virus (gp41) con l'oleuropeina, affermando che potrebbe avere un ruolo nel meccanismo di adesione e che sarebbe opportuno fare ulteriori studi a riguardo. In poche parole non si dimostra nulla.
Lo studio successivo analizza invece gli effetti di un'altra sostanza presente nell'ulivo, l'idrossitirosolo, sull'influenza A (il testo integrale dello studio lo trovate qui).
Prima di tutto gli studi sono in vitro e non in vivo, quindi mai eseguiti su essere umani (il che dovrebbe bastare per capire che non dimostra ancora nulla), ma le conclusioni dello studio affermano che tale molecola altera la struttura del virus, ma non dice che si guarisce dall'influeza, quindi inutile come gli studi precedenti.
Adesso iniziano una serie di studi sulle proprietà antiossidanti, le uniche a mio avviso che abbiano effetti positivi per la salute.

Escludiamo a priori gli studi in vitro, che sono parecchi, perchè a noi non interessa cosa fa una sostanza dentro una provetta, ma ci interessa cosa fa al nostro corpo umano nella sua interezza.
Sicuramente l'oleuropeina è un antiossidante, ma sono sostanze che sono praticamente presenti in ogni vegetale. Per dire in una spremuta d'arancia abbiamo sicuramente più antiossidanti che dentro l'ulivo. Valutiamo quindi gli studi dove si ipotizza che gli antiossidanti dell'ulivo abbiano efficacia o effetti superiori ad altri antiossidanti presenti in altri vegetali: semplice, non esistono.

Questo studio ad esempio: Potenziale Antiossidante/Anticancro dei composti fenolici isolati dall’olivo non dimostra nulla se non che gli antiossidanti possono avere un ruolo benefico per i tumori. Grazie al muzzo, tutti gli antiossidanti hanno degli effetti benefici. Perchè dovrei spendere dei quattrini quando posso mangiarmi un limone e con un ventesimo del costo avere gli stessi effetti?

Uno degli studi più interessanti è questo L’Oleuropeina previene le Lesioni del Miocardio indotte da Ischemia, sapete però cosa non scrivono? Che i test sono stati fatti solo sui topi e comunque sono studi non significativi dal punto di vista dei risultati.

Conclusioni e verdetto finale sui prodotti EverGreen Life

Abbiamo visto quindi che non è dimostrato che l'ulivo sia più efficace di un qualsiasi altro vegetale ricco di antiossidanti, come un pomodoro o qualsiasi altro frutto. Pertanto, se vi piace il prodotto per il gusto, il disegno dell'etichetta, perchè il venditore è bravo e bello o perchè volete spendere senza criterio i vostri soldi, fatelo pure, ma personalmente con quei soldi vi conviene farvi una bella spremuta. Le testimonianze delle persone non contano nulla se non raccontare un loro episodio, tra l'altro non verificato da nessuno ed ad ogni modo non statisticamente significativo.

Ci tengo a precisare che a me non interessa questa azienda in particolare, infatti, ci sono numerosi prodotti con altri marchi pieni di "sostanze miracolose" che fanno guarire qualsiasi cosa. Ciò che mi interessa è dimostrarvi che leggendo attentamente i risultati scientifici e basandosi sui fatti, ovvero senza ascoltare le inutili opinioni personali, è possibile valutare se un prodotto vale la pena di essere acquistato oppure no.

Aggiornamenti 2020 EverGreen Life - Ulivo

Tra i numerosi commenti sottostanti sono emersi altri elementi importanti che meritano di essere riportati:
  1. "Olivum" è solo un marchio registrato, non un brevetto 
  2. In quel 93% non è specificata la proporzione tra foglie di olivo e fiori di calendula 
  3. Seppure in quantità minori Olife contiene, in ordine di quantità decrescente: fruttosio, glicerina, potassio sorbato (che è un conservante), aromi aggiunti 
  4. è in bottiglie di plastica (che non è l'ideale per la conservazione
  5.  Pur non essendo biologico costa (perchè è un network marketing) 
  6. Non è biologico, dicono che non usano pesticidi (se ci si fida) ma non fanno riferimento ad eventuali concimi chimici
  7. Esiste un'ALTERNATIVA MIGLIORE sotto tutti i punti di vista: estratto di foglie di olivo al 95%