giovedì 16 luglio 2020

CANNABIS LIGHT: TRUFFA O AFFARE?

IL CANNABIDIOLO SERVE VERAMENTE CONTRO L'ANSIA E L'INSONNIA?

cannabis light effetti

EFFICACIA E UTILIZZI DELLA CANNABIS LIGHT

I negozi di cannabis legale raccontano veramente le cose come stanno o vi vendono a oro colato delle semplice piantine ornamentali?


Ultimamente va di moda la cannabis light, ovvero la cannabis a "bassissimo" contenuto di principio attivo, commercializzata in Italia da moltissimi siti e negozi fisici.
Dopo la bufera Salvini, che ha cercato di chiudere questi punti vendita, adesso sono nuovamente aperti e in attività.  Molte persone infatti comprano la cannabis light principalmente perché credono abbia effetti terapeutici. Il problema che c'è ancora molta confusione a riguardo e non sanno che il contenuto di THC è CBD della cananbis light è molto basso, se non addirittura zero. 
La gola però di mettere le mani su una piantina di marijuana legale è molto alta. Ma vi siete posti il perchè la vendita di questa sostanza è legale?

IL CANNABIDIOLO e IL THC

Partiamo dal presupposto che la varietà di cannabis che viene utilizzata nei cannabis shop è geneticamente predisposta per uso industriale, cioè per produrre biomassa che viene poi utilizzata per diversi scopi, sopratutto in edilizia.
Tale varietà deve per legge avere un contenuto massimo di 0,6 % di principio attivo THC
Fate bene attenzione che è specificato "massimo", questo significa che non c'è nessuna garanzia sul contenuto minimo di tetraidrocannabinolo al suo interno, anzi, potrebbe non essercene affatto.
Lo stesso discorso vale per il cannabidiolo o CBD, infatti, anche se su questo principio attivo teoricamente non c'è nessun limite, non esiste nessuna garanzia che l'erba usata nei cannabis shop ne contenga a sufficienza per un uso terapeutico, dato che appunto viene coltivata per altri scopi.
La cannabis industriale o per biomassa viene appunto fatta crescere il più possibile e senza distinzione tra piante maschio o femmina (solo le femmine, infatti, producono i fiori e la resina contenenti il THC). Lo scopo è appunto edile, quindi produrre molte foglie e rami. 
Questo significa che la cannabis non viene raccolta nel periodo ipotetico di massimo contenuto possibile di THC (sempre e non oltre lo 0,6%), ma addirittura lasciano che le piante si fecondino tra loro e producano semi. Lo dimostra il fatto che spesso si trovano dei semi all'interno delle infiorescenze, cosa che sta ad indicare l'impollinazione e un calo drastico di THC. Evento spiacevole che si verifica anche con la cannabis illegale di bassa qualità e che bisogna evitare se si vuole un raccolto ottimale.

In definitiva questo cosa significa? Che il quantitativo di principio attivo, che già è molto basso per legge, è ulteriormente ridotto, dato che le modalità di coltivazione della cannabis utilizzata non hanno lo scopo di produrre una ottima infiorescenza femminile con alto THC, ma molte foglie e rami.
Ma noi siamo buoni e supponiamo che la cannabis usata abbia effettivamente almeno lo 0,6% di principio attivo. E' tanto o poco? E'  sufficiente da dare qualche effetto?
La risposta è ovviamente no e giustamente lo ammettono quasi tutti i venditori, infatti è ben specificato che la cannabis che loro vendono NON HA EFFETTI TERAPEUTICI, se così non fosse non sarebbe illegale. L'ffetto terapautico è infatti associato al THC.

Il CANNABIDIOLO ALLORA A COSA SERVE?

Il CBD è l'altro principio attivo contenuto nella cannabis. E' una sostanza legale e si può comprare anche puro in cristalli (senza quindi prendersi o fumare dell'erba di campo). Viene publicizzato come una sostanza dai numerosi effetti benefici, tra qui antiinfiammatorie e sedanti. Il problema che gli studi che dimostrano queso effetto non sono conclusivi. Significa che il CBD potrebbe avere un ruolo nel ridurre l'infiammazione, il dolore o l'insonnia, ma non è chiaro quanto sia efficace e in che termini. Senza tenere in considerazione eventuali effetti collaterali.

In questi due studi importanti, si è infatti riscontrato un ruolo del cannabidiolo in determinate patologie, in particolare nell'epilessia. 

Questo però non significa che ci siano indicazioni ad utilizzare il CBD come se fosse un farmaco.
Il concetto finale è che non ha nessun senso spendere parecchi soldi in cannabis light quando esistono prodotti molto più efficaci per trattare gli stessi disturbi.
Se invece vi piace fare i pagliacci e tenere una piantina di finta cannabis sul balcone, questo è un altro discoro.

I PERICOLI DEL FUMO DELLA CANNABIS

Un aspetto che molti si dimenticano è che il FUMO UCCIDE. Quindi comprarsi una piantina di cannabis legale per poi fumersela senza beneficiare del THC ha solo lo svantaggio di prendersi tutti i danni correlati al fumo. Se volete il CBD almeno comprete i cristalli puri. Allora si ha senso. Ma avere la piantina con lo scopo di assumere il cananbidiolo non ha nessun significato. Molto meglio prendersi una camomilla se il vostro scopo è curare l'insonnia.
Se invece la prendete perchè vi piace fumare, probabilmente non siete dei veri fumatori. Perchè è come dire che vi piace la birra me bevete quella analcolica.


CONCLUSIONI FINALI SULLA CANNABIS LEGALE

Concludendo, la cannabis light dal nostro punto di vista di appetibile ha solo il nome, dato che non è una sostanza stupefacente e non ha effetti terapeutici (come potrebbe averli senza principio attivo?).  

Vorrei aggiungere che molti di questi venditori si professano mediatori per la legalizzazione della cannabis, quando in realtà vendere cannabis comprata come scarto industriale e senza principio attivo per poi rivenderla, è per nostro modo di vedere pura speculazione commerciale.  Quale sarebbe il contributo ad un consumo consapevole e ad una vera legalizzazione, sinceramente sfugge a molti.
La cannabis se usata in mani esperte è un farmaco come molti altri, la vendita incontrollata o l'autocoltivazione non danno nessuna garanzia di efficacia. Solo la cannabis medica deve avere un ruolo nel trattare le patologie. Quindi, consiglio ai venditori di essre più onesti e puntare sull'aspetto ludico e sociale della cannabis, ma non spacciare per rimedio terapeutico quello che in realtà non è.


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