EasyJoint e la cannabis light: meglio una camomilla



Ultimamente va di moda la cannabis light, ovvero la cannabis a "bassissimo" contenuto di principio attivo, commercializzata in Italia da www.easyjoint.it

Molte persone la comprano principalmente perché credono abbia effetti terapeutici, anche se il contenuto di THC è CBD sono bassi e sopratutto perché è legale rispetto la versione stupefacente.

Ma vi siete posti il perchè la vendita di questa sostanza è legale?
Quanto principio attivo è realmente contenuto all'interno di questa versione light?

Partiamo dal presupposto che la varietà di cannabis che viene utilizzata da EasyJoint è geneticamente predisposta per uso industriale, cioè per produrre biomassa che viene poi utilizzata per diversi scopi, sopratutto in edilizia.
Tale varietà deve per legge avere un contenuto massimo di 0,6 % di principio attivo THC. Fate bene attenzione che è specificato "massimo", questo significa che non c'è nessuna garanzia sul contenuto minimo di tetraidrocannabinolo al suo interno, anzi, potrebbe non essercene affatto.
Lo stesso discorso vale per il cannabidiolo o CBD, infatti, anche se su questo principio attivo teoricamente non c'è nessun limite, non esiste nessuna garanzia che l'erba usata da EasyJoint ne contenga a sufficienza per un uso terapeutico, dato che appunto viene coltivata per altri scopi.
La cannabis industriale o per biomassa viene appunto fatta crescere il più possibile e senza distinzione tra piante maschio o femmina (solo le femmine, infatti, producono i fiori e la resina contenenti il THC) perchè lo scopo edile è solo produrre molte foglie e rami. Questo significa che la cannabis non viene raccolta nel periodo ipotetico di massimo contenuto possibile di THC (sempre e non oltre lo 0,6%), ma addirittura lasciano che le piante si fecondino tra loro. Lo dimostra il fatto che spesso si trovano dei semi all'interno delle infiorescenze, cosa che sta ad indicare l'impollinazione e un calo drastico di THC. Evento spiacevole che si verifica anche con la cannabis illegale di bassa qualità e che bisogna evitare se si vuole un raccolto ottimale.

In definitiva questo cosa significa? Che il quantitativo di principio attivo, che già è molto basso per legge, è ulteriormente ridotto, dato che le modalità di coltivazione della cannabis utilizzata non hanno lo scopo di produrre una ottima infiorescenza femminile con alto THC, ma molte foglie e rami.

Ma noi siamo buoni e supponiamo che la cannabis usata abbia effettivamente almeno lo 0,6% di principio attivo. E' tanto o poco? E'  sufficiente da dare qualche effetto?

La risposta è ovviamente no e giustamente lo ammettono loro stessi, infatti è ben specificato che la cannabis che loro vendono NON HA EFFETTI TERAPEUTICI, se così non fosse non sarebbe illegale (potete controllare dal loro sito www.easyjoint.it).

Concludendo, la cannabis light dal nostro punto di vista di appetibile ha solo il nome, dato che non è una sostanza stupefacente e non ha effetti terapeutici (come potrebbe averli senza principio attivo?).  Inoltre, non ci solo limitazioni alla guida dopo la sua assunzione, questo implica che gli effetti sedativi sono talmente ridotti da essere paragonabili a quelle di una camomilla.

Vorrei aggiungere che loro si professano mediatori per la legalizzazione della cannabis, quando in realtà vendere cannabis comprata come scarto industriale e senza principio attivo per poi rivenderla, è per nostro modo di vedere pura speculazione commerciale.  Quale sarebbe il contributo ad un consumo consapevole e ad una vera legalizzazione, sinceramente sfugge a molti.
La cannabis se usata in mani esperte è un farmaco come molti altri, la vendita incontrollata o l'autocoltivazione non danno nessuna garanzia di efficacia.

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